TAR Lazio boccia i DPCM di Conte: non sono motivati

Dal sito https://www.fronteampio.it/ al link https://www.fronteampio.it/tar-lazio-boccia-i-dpcm-di-conte-non-sono-motivati/ leggiamo della bocciatura del TAR del DPCM del nostro Presidente del Consiglio. Ovviamente stiamo solamente riportando il pezzo e ciò non implica una nostra esposizione a fovore o contro tale decisione.

Tre duri colpi, in punta di diritto, sono stati assestati all’avvocato “del popolo” Giuseppe Conte dalla prima sezione del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) per il Lazio con l’ordinanza n. 7468 pubblicata lo scorso 4 dicembre.

I suoi DPCM sono “carenti d’istruttoria”, “carenti di motivazioni” quando non riportano almeno in sintesi i testi degli appena citati verbali del Comitato tecnico-scientifico e, soprattutto, per la loro reiterazione, potrebbero violare la Costituzione.

Gli avvocati: Finisce l’arbitrio del premier Conte

Come spiegano gli avvocati Francesco Scifo e Linda Corrias presentatori del ricorso ai microfoni del canale Youtube “dentro la notizia” [1], « da oggi è finito l’arbitrio del governo Conte, perché questa decisione dice chiaramente che il governo deve fare un’adeguata istruttoria nei suoi prossimi DPCM, e dovrà esibire, per ragioni di ovvia trasparenza, tutti gli atti sui quali, in qualche modo, si fondano questi DPCM ».

La denunciata “carenza di motivazioni” dei DPCM si basa sul fatto che tali atti amministrativi si fondano su pareri formulati dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che non vengono immediatamente resi pubblici, ma rimangono ingiustificatamente secretati per almeno 45 giorni.

La “carenza d’istruttoria”, invece, sarebbe connessa al fatto che le obbligazioni imposte dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte non sarebbero adeguamento motivate, ma solo giustificate con inutile rinvio ai verbali del CTS che, come detto, non vengono allegati, neppure come estratto di sintesi.

Essendo il DPCM un provvedimento amministrativo, in carenza di adeguate motivazioni, si mostra come atto ingiustificato, se non addirittura arbitrario.

Obbligo uso delle mascherine nelle scuole primarie non è motivato

Nel caso specifico, i Magistrati ritengono meritevole di approfondimento giuridico l’imposizione a «l’uso della mascherina, in modo incondizionato sul tutto il territorio nazionale, – durante l’intero orario scolastico – anche ai bambini di età compresa fra i sei e gli undici anni».

« Dal DPCM impugnato – proseguono i Magistrati – non emergono elementi tali da far ritenere che l’amministrazione abbia effettuato un opportuno bilanciamento tra il diritto fondamentale alla salute della collettività e tutti gli altri diritti inviolabiliparimenti riconosciuti e tutelati dalla costituzione, fra cui primariamente il diritto alla salute dei minori di età ricompresa fra i 6 e gli 11 anni, sì da poter connotare di ragionevolezza e proporzionalità l’imposizione a questi ultimi dell’uso di un dispositivo di protezione individuale in modo prolungato e incondizionato, anche “al banco” e con distanziamento adeguato ».

Nello specifico, sempre in riferimento all’obbligo di mascherina per i bambini della scuola primaria (under 11), il TAR del Lazio sostiene che nei provvedimenti del premier Conte è assente «specifica istruttoria [basata] sulla “situazione epidemiologica locale” di ciascuna regione, sul “contesto socio-culturale” in cui i bambini vivono, come suggerito dal CTS nel verbale n. 104».

Mancano, altresì, nei DPCM di Conte, valutazioni scientifiche sulle «ricadute di tale imposizione sulla salute psico-fisica dei minori in una fase della crescita particolarmente delicata».

In definitiva, imporre la mascherina ai bambini nelle “zone gialle” sarebbe attualmente scientificamente ingiustificato.

Il TAR Lazio: DPCM seriali hanno perso requisito della temporaneità

Degno di nota dell’ordinanza firmata dal presidente del TAR Lazio, Antonino Savo Amodio, e dal magistrato relatore, Laura Marzano, è il passaggio che adombra profili di incostituzionalità dei DPCM seriali : « le misure finora assunte per fronteggiare l’epidemia da covid 19, di cui la difesa erariale enfatizza la temporaneità, nei fatti risultano avere sostanzialmente perso tale connotazione stante la rinnovazione di gran parte delle stesse con cadenza quindicinale o mensile », e pongono, pertanto, secondo il Collegio giudicante, « numerose e complesse questioni, anche di illegittimità costituzionale ».

Quale sarà la risposta di Conte lo vedremo alla scadenza del nuovo DPCM, il prossimo 15 gennaio. Per l’udienza di merito del TAR, invece, dovremo attendere il successivo 10 febbraio 2021.

Note & Fonti:

[1] video integrale del canale Youtube “dentro la notizia”, i “Giuristi per la legalità” sono gli avvocati: Avv. Lucia Deiana, Avv. Sebastiano Cheri, Avv. Linda Corrias, Avv. Alberto Appeddu, Avv. Marcello Colamatteo , Avv. Francesco Scifo.

FONTE: https://www.fronteampio.it/tar-lazio-boccia-i-dpcm-di-conte-non-sono-motivati/