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OLIO – UNO DEGLI ORI DEL LAZIO – E IL 2021?

Sembrava essere una superannata ma benché il risultato sia migliore del 2020 è ancora troppo basso rispetto alle annate precedenti.  Secondo i dati emanati dagli Enti preposti la produzione nazionale sarà del 15% superiore allo scorso anno ma comunque inferiore alle annate precedenti e a quanto ci si aspettava ad inizio campagna. 315.000 tonnellate “solamente”!

La fioritura nel Lazio era stata eccezionalmente abbondante, ma fra gelate fuori stagione, grandinate, siccità estiva la produzione alla fine è stata inferiore alle aspettative.

Secondo gli Enti Ismea e Unaprol, abbiamo una diversificazione geografica, con un buon risultato al Sud e un calo significativo nel Centro-Nord dove si salva solaente il Lazio. Il risultato peggiore proprio nelle Regioni Patria dell’Olio Umbria e Toscana.

PRODUZIONE NEL LAZIO IN PARTICOLARE ZONA PONTINA E CASTELLI ROMANI

Nelle zone indicate pare che avremo una qualità eccelsa quest’anno. Ottimo! Ma purtroppo con una resa leggermente inferiore. Ma comunque non registriamo particolare lamentele dei Produttori che dicono che la qualità sopperirà al leggero calo di produzione.

PROVINCIA DI LATINA

Nella provincia di Latina la varietà dominante è l’itrana che, accompagnata al leccino, costituisce il fondamento della Dop delle Colline Pontine. Secondo i dati nella zona quest’anno si prevede una produzione maggiore rispetto allo scorso anno stimabile intorno al 20 – 30%. La forte siccità inoltre ha prolungato il periodo della cascola ma ha ridotto notevolmente l’attacco della mosca olearia, quindi si prevede una produzione di elevata qualità.

CASTELLI ROMANI

Ai  Castelli Romani le aziende che fanno un olio extravergine di qualità stanno portando le olive nei frantoi già da qualche settimana. I Castelli sono un mix interessante di varietà che consegna al consumatore un olio dal fruttato leggero o al massimo medio. Dominano gli uliveti il leccino, il frantoio, il pendolino, la rosciola, la ritornella, con qualche sprazzo di itrana e leccio del corno. Si prevede una buona produzione di ottima qualità. QWuesto ci rincuora per il nostro territorio e per il nostro prodotto che negli anni ha avuto tantissimi premi internazionali. Come dicono i produttori quest’anno abbiamo avuto “olive perfette” che hanno prodotto un “olio intenso”.

LA RESA

La resa sembra essere un tantino inferiore in particolare si registra una media di circa 10 litri per un quintale di olive mentre lo scorso anno si arrivava anche a 12. Ricordiamo che chi raccoglie prima aumenta la qualità dell’olio ma, allo stesso tempo, perde qualche punto di resa.

MONTI LEPINI E PRENESTINI

Sui  Monti Lepini e dei Monti Prenestini – lontani dall’influsso benefico del mare – la raccolta viene fatta in leggero ritardo. Il clima meno mite fa maturare più lentamente. Le temperature, gli effetti atmosferici e la mancanza di piogge hanno portato gli alberi ad avere un po’ meno olive. Ad Anagni addirittura ci viene segnalata un’annata con il 70% in meno di olive causata dalla primavera fredda e dalla siccità.

UMBRIA

In Umbria come detto inizialmente ci sarà un netto calo di produzione, ma che non è ancora quantificato con esattezza. Ciò non toglie che dal 30 ottobre al 28 novembre 2021 torna la manifestazione  Frantoi Aperti in Umbria che anche per questa XXIV edizione, celebrerà per cinque weekend l’arrivo del nuovo Olio extravergine di oliva umbro proponendo iniziative in frantoio, legate al mondo dell’olio di qualità e particolari novità. Ci saranno le visite nei frantoi accompagnate da degustazioni di olio e.v.o., da passeggiate a piedi tra gli ulivi e tour in bicicletta entrambi con merenda in frantoio.