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Cultura Curiosità

La Casina delle Civette

Avete mai visitato la Casina delle Civette a Villa Torlonia? Sembra di entrare in uno dei Castelli delle Favole di Walt Disney!

Fate, cigni, pavoni ma anche nastri, farfalle e rose tutta una serie di cose che vi daranno l’impressione di essere entrati in una Favola!

Anche oggi siamo a spasso nelle vie di Roma alla ricerca di luoghi meravigliosi e poco noti alla massa. Grazie al sito dei Musei di Villa Torlonia al link https://www.museivillatorlonia.it/casina_delle_civette/la_casina_delle_civette riusciamo a parlarvi della Casina delle Civette!

E’ stata la dimora del principe Giovanni Torlonia jr. fino alla sua dipartita nel 1938, è il risultato di una serie di trasformazioni apportate alla ottocentesca Capanna Svizzera che era una sorte di Dependance della Villa Originaria.

Fu progettata nel 1840 da Giuseppe Jappelli su ordine del principe Alessandro Torlonia e si presentava come un rustico con paramenti esterni a bugne di tufo ed interno dipinto a tempera ad imitazione di rocce e tavolati di legno.

Il complesso è composto da 2 edifici, il Villino e le Dependance, collegati tra loro da una piccola galleria in legno e da un passaggio sotterraneo. Completamente diverso dal tunnel d’Amore ideato nell’Ottocento dallo Jappelli.

La Capanna Svizzera, già dal 1908, cominciò a subire una progressiva e radicale trasformazione per volere del nipote di Alessandro, Giovanni Torlonia jr., assumendo l’aspetto e la denominazione di “Villaggio Medioevale, il piccolo edificio divenne una raffinata residenza con grandi finestre, loggette, porticati, torrette, con decorazioni a maioliche e vetrate colorate.

Nel 1916 la struttura fu denominata “Villino delle Civette” per la presenza della vetrata con due civette stilizzate tra tralci d’edera, eseguita da Duilio Cambellotti nel 1914, e per il ricorrere quasi ossessivo del tema della civetta nelle decorazioni e nel mobilio, voluto dal principe Giovanni, uomo scontroso e amante dei simboli esoterici.

Nel 1917 l’architetto Vincenzo Fasolo aggiunse le strutture del fronte meridionale della Casina, elaborando un fantasioso apparato decorativo in stile Liberty. All’interno sono presenti decorazioni pittoriche, stucchi, mosaici, maioliche policrome, legni intarsiati, ferri battuti, stoffe parietali, sculture in marmo.

Tra le tante decorazioni la presenza delle vetrate è così prevalente da costituire la cifra distintiva dell’edificio: le vetrate vengono tutte installate tra il 1908 e il 1930 e costituiscono un “unicum” nel panorama artistico internazionale, prodotte tutte dal laboratorio di Cesare Picchiarini su disegni di Duilio Cambellotti, Umberto Bottazzi, Vittorio Grassi e Paolo Paschetto.

Purtroppo l’edificio fu distrutto nel 1944, con l’occupazione delle truppe anglo-americane. Incendi, furti e atti vandalici hanno contribuito a peggiorare la situazione. Fino al restauro eseguito dal 1992 al 1997, che ha potato all’immagine odierna, ricostruita con quanto ancora conservato e sulla base delle numerose fonti documentarie. Ciò ha permesso la restituzione alla città di uno dei più singolari e interessanti manufatti dei primi anni del secolo scorso.

FONTE: https://www.museivillatorlonia.it/casina_delle_civette/la_casina_delle_civette