Il 14 ottobre la tradizione e il calendario liturgico ricordano la figura di San Callisto I, Papa e martire del III secolo, il cui nome è legato a uno dei complessi archeologici e sotterranei più estesi e celebri della Roma antica. Situato lungo la Via Appia Antica, tra la Basilica di San Sebastiano e la Via Ardeatina, il complesso delle Catacombe di San Callisto rappresenta il primo cimitero ufficiale della comunità cristiana di Roma, nonché il luogo di sepoltura di numerosi pontefici e martiri dell’era classica.

La figura di Callisto si colloca in un periodo di forte riorganizzazione della comunità cristiana romana. Prima della sua elezione a Vescovo di Roma, avvenuta intorno al 217 e protrattasi fino al 222, Callisto svolse l’incarico di diacono sotto il pontificato di Papa Zefirino. Fu proprio Zefirino ad affidargli la gestione e l’amministrazione dell’area cimiteriale lungo la Via Appia. Sotto la direzione di Callisto, l’area venne ampliata e strutturata in un vero e proprio cimitero pubblico e comunitario, segnando un passaggio fondamentale nella gestione dei luoghi di sepoltura per i cristiani dell’epoca.
Il complesso cimiteriale sotterraneo si sviluppa su una rete di gallerie e livelli sovrapposti che si estendono per diversi chilometri sotto il suolo dell’agro romano. All’interno di questa articolata struttura ipogea si trova la nota Cripta dei Papi, definita spesso dai cimiteriologi e dagli archeologi come il piccolo Vaticano dell’antichità. In questo ambiente sotterraneo furono sepolti nel corso del III secolo nove pontefici e diversi vescovi. Le pareti della cripta conservano ancora iscrizioni originali in lingua greca, la lingua ufficiale della liturgia cristiana dell’epoca, con le incisioni dei nomi dei papi seguite dal titolo di episcopos.
Accanto alla Cripta dei Papi si trova il cubicolo di Santa Cecilia, dove secondo la tradizione fu collocata la sepoltura della martire romana prima del successivo trasferimento delle sue spoglie nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, avvenuto nell’821 per volere di Papa Pasquale I. La zona conserva affreschi e decorazioni pitturaie che raffigurano scene simboliche del cristianesimo delle origini, quali il Buon Pastore, il battesimo e rappresentazioni dei sacramenti.
La tradizione storica colloca il martirio di Callisto nel 222, avvenuto durante una sommossa popolare nel rione di Trastevere. La salma del Papa non fu tuttavia inumata nel cimitero della Via Appia che portava il suo nome, bensì nelle Catacombe di Calepodio lungo la Via Aurelia, per ragioni legate all’urgenza e alla sicurezza della sepoltura. In seguito, le sue reliquie furono trasferite nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, chiesa fondata secondo le fonti storiche sullo stesso luogo in cui il pontefice aveva stabilito un primitivo luogo di culto.
Oggi il parco archeologico delle Catacombe di San Callisto rappresenta una testimonianza storica di rilevanza globale per lo studio dell’archeologia cristiana, gestita dalla Pontificia Commissione di Archeologia Sacra e custodita dai Salesiani di Don Bosco.
















