Dal 10 al 12 luglio il Complesso del Gazometro Ostiense ha ospitato la nona edizione di Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale che ogni estate trasforma uno dei luoghi simbolo dell’archeologia industriale romana in un grande laboratorio dedicato alle arti audiovisive, alle tecnologie immersive e alla sperimentazione creativa. L’edizione 2026, intitolata “Watercult”, ha scelto l’acqua come tema centrale, esplorandola attraverso installazioni interattive, videoarte, realtà virtuale, performance audiovisive e incontri con artisti internazionali.
Ideato da Francesco Rutelli, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti, il festival si è confermato uno degli appuntamenti più importanti in Italia dedicati al dialogo tra arte, tecnologia e innovazione. Per tre giorni migliaia di visitatori hanno attraversato gli spazi del Gazometro, vivendo un percorso fatto di esperienze immersive, opere digitali e spettacoli capaci di fondere immagini, suoni e intelligenza artificiale in un’unica narrazione contemporanea.
Il programma ha riunito alcuni dei nomi più interessanti della scena audiovisiva internazionale. Sul Main Stage si sono alternati artisti come Apparat (DJ), protagonista di uno dei live più attesi, il produttore italiano MACE con un DJ set audiovisivo, Voices From The Lake, Populous, Nziria, oltre alle performance di Sara Persico & Mika Oki e Liminal State, dove musica elettronica e visual design si sono fusi in spettacoli immersivi.
Grande spazio è stato riservato anche alle installazioni artistiche. Tra queste Flussi Finiti, esposizione permanente del festival, le esperienze immersive firmate da Francesca Heart e Amanda Lana, oltre alle opere dedicate al rapporto tra acqua, ambiente e paesaggio urbano come Invisible Ecologies: Tevere di Tommaso Cherubini e Confluence, che hanno trasformato il Gazometro in un ambiente narrativo capace di coinvolgere il pubblico attraverso immagini in movimento e proiezioni monumentali.
Accanto agli eventi aperti al pubblico si è svolta anche Agorà, la piattaforma professionale di Videocittà dedicata all’incontro tra artisti, studi creativi, aziende e operatori internazionali provenienti da oltre venti Paesi. L’iniziativa ha favorito nuove collaborazioni e occasioni di confronto sull’evoluzione delle industrie culturali e della creatività digitale, confermando Roma come punto di riferimento per il settore.
Con il suo mix di arte contemporanea, musica elettronica, realtà virtuale e sperimentazione tecnologica, Videocittà continua a rappresentare uno degli eventi più innovativi dell’Estate Romana. L’edizione 2026 ha dimostrato ancora una volta come le nuove tecnologie possano diventare strumenti espressivi capaci di raccontare il presente, coinvolgere il pubblico e immaginare nuovi linguaggi per il futuro.









