Roma, la Città Eterna, non smette mai di celebrare i suoi tesori, e tra questi il cibo occupa un posto d’onore. Se esiste un piatto che incarna l’anima verace, schietta e irresistibile della capitale, è senza dubbio la pasta cacio e pepe. Anche per il 2026, l’appuntamento più atteso dagli amanti del genere torna a farsi sentire con il Cacio e Pepe Festival, un evento che trasforma la semplicità di tre ingredienti in un’esperienza gourmet indimenticabile.
L’edizione di quest’anno si tiene nella collaudata cornice di Eataly Ostiense, che dedica due interi fine settimana (dal 16 al 18 e dal 23 al 25 gennaio 2026) a questa icona culinaria.
Le origini: un piatto nato dal cammino dei pastori
Nonostante oggi sia presente nei menu degli chef più stellati, la cacio e pepe nasce tra la polvere e il vento dei pascoli. Le sue radici affondano nella pratica della transumanza, quando i pastori dell’agro romano percorrevano lunghi tragitti con le proprie greggi.
La necessità era quella di portare con sé ingredienti che fossero energetici, economici e, soprattutto, a lunga conservazione. Il pepe nero in grani, capace di generare calore e proteggere il corpo dal freddo notturno, e il pecorino romano stagionato, che non deperiva facilmente, erano i compagni ideali. Insieme a un pugno di pasta secca, questi elementi permettevano di preparare un pasto sostanzioso in qualunque condizione.
C’è anche un aneddoto curioso legato alle antiche osterie romane: si dice che gli osti esagerassero volutamente con il sale e il pepe per indurre i clienti a bere più vino (il celebre “allappare”), aumentando così i profitti della serata. Quella che era nata come una strategia commerciale è diventata, nei secoli, la cifra stilistica di una ricetta perfetta.
Il Festival 2026: Cosa aspettarsi
Il festival non è solo degustazione. Durante i due weekend di gennaio, i visitatori possono assaggiare varianti creative che sfidano la tradizione: dal supplì cacio e pepe ai ravioli ripieni, fino a interpretazioni con pepi rari o accostamenti con il pesce. L’ingresso è gratuito, mentre le consumazioni avvengono tramite l’acquisto di gettoni presso le casse dedicate.
Come Arrivare al Festival
Il Cacio e Pepe Festival si svolge presso Eataly Roma, in Piazzale XII Ottobre 1492. Ecco come raggiungerlo facilmente:
- In Metro: Linea B, fermata Piramide. Da lì, basta percorrere il sottopassaggio pedonale seguendo le indicazioni per la stazione Ostiense; l’ingresso di Eataly è a pochi passi.
- In Treno: Stazione Roma Ostiense, snodo principale per i treni regionali (FL1, FL3, FL5). Uscendo dalla stazione, la struttura è immediatamente visibile.
- In Autobus: Linee 715, 716 (fermata Benzoni/Pigafetta) o 23 e 769 (fermata Ostiense/Matteucci).
- In Auto: Ampio parcheggio disponibile nell’area antistante la struttura, accessibile da via Ostiense o via Cristoforo Colombo.
La Ricetta Tradizionale: Segreti e Tecnica
Realizzare una cacio e pepe perfetta è una sfida che mette alla prova anche i cuochi più esperti. Il segreto non risiede negli ingredienti, ma nella gestione delle temperature.
Ingredienti (per 4 persone)
- Pasta: 400g di Tonnarelli freschi (o Spaghetti di ottima qualità)
- Pecorino Romano DOP: 200g, grattugiato molto finemente
- Pepe nero in grani: 2 cucchiai (da tostare e pestare al momento)
- Acqua di cottura: q.b.
Preparazione
- La tostatura: Pesta i grani di pepe in un mortaio e tostali in una padella ampia a fuoco dolce. Quando sprigionano il loro aroma, aggiungi un mestolo d’acqua di cottura per creare un’infusione.
- La crema: In una ciotola, unisci il pecorino grattugiato con poca acqua di cottura tiepida (non bollente!). Mescola con una frusta fino a ottenere una pasta densa e senza grumi.
- L’unione: Scola la pasta molto al dente direttamente nella padella con il pepe. Termina la cottura aggiungendo acqua se necessario.
- Il tocco finale: Spegni il fuoco (passaggio fondamentale!). Quando la padella non scotta più eccessivamente, aggiungi la crema di pecorino. Manteca con energia finché il formaggio non si scioglie, creando quell’emulsione setosa che rende il piatto leggendario.
Se sei un appassionato di cucina romana, non perdere l’occasione perfetta per scoprire se preferisci la versione “purista” o quella più audace.









