Roma è una città che si svela a strati. Oltre il Colosseo, Fontana di Trevi e i Musei Vaticani, esiste una capitale parallela, lontana dal turismo di massa, che conserva intatto il fascino della sua storia millenaria e delle sue evoluzioni architettoniche. I trekking urbani sono il modo migliore per esplorarla: percorsi interamente pedonali che uniscono l’attività fisica alla scoperta culturale.
Ecco tre itinerari insoliti, da percorrere rigorosamente a piedi, per scoprire una Roma autentica, geometrica e naturalistica.
1. Dal Quartiere Coppedè a Villa Torlonia: tra esoterismo e Liberty
Questo itinerario unisce l’estro architettonico dei primi del Novecento alla quiete di una delle ville storiche più affascinanti della via Nomentana.
Il Quartiere Coppedè
Il punto di partenza è Piazza Mincio, il cuore del complesso di edifici progettato dall’architetto Gino Coppedè tra il 1913 e il 1927. Non si tratta di un vero e proprio quartiere, ma di un nucleo di palazzi caratterizzato da un eclettismo stilistico che fonde Art Nouveau, gotico, barocco e persino elementi di arte medievale.
- Cosa osservare: L’accesso principale avviene sotto il grande arco che congiunge i Palazzi degli Ambasciatori, decorato da un monumentale lampadario in ferro battuto. Al centro di Piazza Mincio si trova la Fontana delle Rane, nota per le sue sculture dettagliate e per il celebre bagno che i Beatles vi fecero dopo un concerto nel 1965. Meritano una sosta visiva il Palazzina del Ragno, con la sua facciata asimmetrica, e il Villino delle Fate, caratterizzato da asimmetrie e affreschi che omaggiano Firenze, Venezia e Roma.
Verso Villa Torlonia
Da Piazza Mincio, camminando per circa quindici minuti lungo Via d’Adige e Via Reggio Emilia, si raggiunge la Via Nomentana, dove si trova l’ingresso di Villa Torlonia. Questo parco pubblico offre una passeggiata tra giardini all’inglese ed edifici dal grande valore storico:
- Casino Nobile e Casino dei Principi: Edifici in stile neoclassico che videro l’intervento dell’architetto Giuseppe Valadier.
- La Casina delle Civette: Struttura che si distacca completamente dal resto della villa. Trasformata agli inizi del Novecento in una dimora in stile Liberty su commissione di Alessandro Torlonia, deve il suo nome alle vetrate colorate e alle decorazioni che raffigurano civette, rondini e motivi naturalistici.
2. La Garbatella Storica: l’esperimento della città-giardino
Fondata ufficialmente il 18 febbraio 1920 con la posa della prima pietra a Piazza Benedetto Brin da parte del re Vittorio Emanuele III, la Garbatella nacque come quartiere operaio destinato ai lavoratori del vicino porto fluviale di Ostiense (progetto poi non realizzato). L’architettura si ispira al modello inglese delle Garden Cities: lotti di case basse, cortili interni e spazi verdi comuni.
L’itinerario a piedi
Il trekking urbano alla Garbatella si snoda tra salite, discese e scalinate, offrendo un’atmosfera quasi di paese, isolata dal traffico cittadino.
- I Lotti storici: Camminando tra i lotti (in particolare i lotti 5 e 8), si notano i dettagli del cosiddetto “Barocchetto Romano”, uno stile architettonico che unisce elementi classici, modanature in stucco e dettagli popolari. I cortili, originariamente pensati per ospitare orti comuni, sono oggi giardini ricchi di piante e alberi da frutto.
- Piazza Brin e la Fontana di Carlotta: Piazza Brin conserva l’atto di nascita del quartiere impresso sulla lapide del primo edificio costruito. Poco distante, in Piazza Ricoldo da聞, si trova la Fontana di Carlotta, un antico nasono sormontato dal volto di una donna, storico punto di ritrovo del quartiere.
- Il Teatro Palladium: Edificato negli anni Venti su progetto di Innocenzo Sabbatini, rappresenta lo snodo culturale della zona e un perfetto esempio di architettura pubblica dell’epoca.
3. Il Parco degli Acquedotti: archeologia e natura al tramonto
Per chi cerca un trekking urbano immerso nella natura e nella campagna romana, la destinazione ideale è la zona sud-est della città, all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica. Il Parco degli Acquedotti è un’area protetta di circa 240 ettari dove svettano le monumentali strutture che rifornivano d’acqua la Roma antica e papale.
Il percorso tra i giganti di pietra
L’itinerario si sviluppa su sentieri pianeggianti in terra battuta, ideali per una camminata rigenerante. Il momento migliore per visitarlo è il tardo pomeriggio, quando la luce del tramonto illumina il tufo delle arcate.
- Acquedotto Claudio e Anio Novus: Le imponenti arcate visibili nel parco appartengono principalmente all’Acquedotto Claudio, iniziato da Caligola e terminato da Claudio nel 52 d.C. Sovrapposto ad esso correvano le condutture dell’Anio Novus. La struttura raggiunge in alcuni punti i 27 metri di altezza.
- Acquedotto Felice: Costruito in epoca rinascimentale (1586) per volere di Papa Sisto V (Felice Peretti), questo acquedotto riutilizzò in parte le strutture del preesistente Acquedotto Marcio. È facilmente riconoscibile per le arcate più basse e lo stile differente rispetto a quello romano.
- Il Casale di Roma Vecchia e il Marrana: Lungo il percorso si incontra il Casale di Roma Vecchia (un casale fortificato del XIII secolo) e il fosso della Marrana Mariana, un canale artificiale fatto scavare da Papa Callisto II nel 1122 per portare l’acqua fino a San Giovanni in Laterano.
Consigli utili per i trekking urbani a Roma
| Itinerario | Lunghezza media | Fermata Metro più vicina | Caratteristica principale |
| Coppedè – Villa Torlonia | Circa 3,5 km | Castro Pretorio / Policlinico (Linea B) | Architettura Liberty e neoclassica |
| Garbatella Storica | Circa 3 km | Garbatella (Linea B) | Urbanistica a “Città-Giardino” e cortili |
| Parco degli Acquedotti | Circa 4,5 km (anello) | Giulio Agricola / Lucio Sestio (Linea A) | Archeologia romana e grandi spazi aperti |
Per affrontare questi percorsi non è richiesta un’attrezzatura tecnica da montagna, ma sono fortemente raccomandate scarpe da ginnastica comode (molti tratti della Garbatella e del Coppedè presentano pavimentazione in sampietrini o pendenze) e una scorta d’acqua, specialmente per il Parco degli Acquedotti, dove le zone d’ombra sono limitate.









